Lo Spatium Contradicendi: lo spazio di difesa in ambito stragiudiziale previsto nel Codice delle Assicurazioni Private


Le fasi di offerta e liquidazione del danno sono distinte e separate pur se concatenate: non può esserci liquidazione - laddove possibile - senza preventiva indicazione di offerta.... questa deve esser seguita da un lasso temporale utile e necessario per le eventuali controdeduzioni difensive”.

Nel leggere attentamente le norme di rango primario e secondario redatte dal Legislatore, appare evidente l'esistenza di uno spazio di trattativa (definito spatium contradicendi al pari del più noto spatium deliberandi) che intercorre tra la formulazione di offerta e la successiva liquidazione.
Infatti, diversamente dalla comune prassi, non è consentita la diretta liquidazione (“offerta reale” ex art. 1209 C.C., ovvero di “spossessamento delle somme non contestate”) ma vige il solo obbligo  di formulare/proporre offerta ovvero di indicare la somma messa a disposizione del creditore a cui comunicazione si dovrà rispondere entro un tempo prestabilito, ovvero in un no spazio temporale battezzato spatium contradicendi.
La prassi di cui sopra nasceva da una malsana interpretazione (ovvero da una concessione dell’IVASS) in quanto nel Codice delle Assicurazioni era previsto l’istituto di “offerta reale” nell’art. 315 c. 3 che testualmente : "Qualora l'impresa formuli l'offerta in ritardo rispetto al termine utile e contestualmente provveda al pagamento della somma, l'inosservanza degli obblighi previsti dagli articoli 148, 149 e 150 o delle disposizioni di attuazione è punita con le sanzioni rispettivamente previste ai commi 1 e 2, diminuite del trenta per cento". Tale articolo era applicabile solo in caso di acclarata mala gestio ovvero di ritardo nella formulazione di offerta e con il solo scopo di riduzione della conseguenziale multa da parte dell’Organo di Vigilanza.
Nel 2018 l'art. 315 CdA è stato abrogato e la mala gestio assicurativa è normata dall'art. 310 c.1 c) CdA.
Ritornando allo spatium contradicendi, appare evidente che in tale lasso temporale trova piena applicazione il diritto di difesa del danneggiato mediante il contraddittorio tra le parti… pertanto se fosse applicata la Legge, quindi, non sarebbe assolutamente superfluo l'istituto della Negoziazione Assistita poiché mero duplicato dello spazio giuridico qui evidenziato.
Inoltre diminuierebbe enormemente il ricorso al contenzioso poichè, è bene rammentarlo, il Codice delle Assicurazioni ha un chiaro intento deflattivo in quanto redatto “in prospettiva di una satisfattiva soluzione della controversia già in fase stragiudiziale, ed anche ai fini di razionalizzazione del contenzioso giudiziario, notoriamente inflazionato, nella materia dei sinistri stradali, anche da liti bagatellari.” (Sent. Corte Costituzionale n. 111/2012).
Per perseguire tale intento, tuttavia, non bisogna solo affidarsi alla dilazione temporale utile alla istruzione del fascicolo “ma - soprattutto - al procedimento ex art. 148 Codice delle Assicurazioni Private che, nel prescrivere una partecipazione attiva dell'assicuratore alla trattativa ante causam, mira a propiziare una conciliazione precontenziosa” (Corte Cassazione, Sez. III Sent. 1829/2018).
Sul punto anche "confligge icto oculi con la ratio sottesa alla procedura stragiudiziale anteriore al giudizio, imposta nel caso in esame dal d.lgs. 7 settembre 2005 n. 209, ovvero (conformemente a una strutturazione incrementata da anni e ormai, in sostanza, generale l'obiettivo di dirimere le contese mediante una sorta di processo tra privati così da alleggerire la macchina giudiziaria e favorire quindi, adeguando il contenzioso alle concrete potenzialità della giurisdizione, la ragionevole durata del processo pubblico."(Corte Cassazione, Sez. III Sent. 26368/2022)
 
Riportandoci alla lettura pedissequa dell’articolato di Legge (DLgs 209/2005, Codice delle Assicurazioni Private, brevemente CAP o CdA), è evidente che sia l’art. 148 che l’art. 149 prevedono che l’offerta venga formulata (148 c. 1), indicata (art. 8 c.1 DpR 254/2006 collegato all’art. 149), proposta (148 c. 2) all’avente diritto dall’impresa entro lo spatium deliberandi, ovvero lo spazio entro il quale la compagnia è obbligata alla messa a disposizione di una somma di denaro basata sulle proprie determinazioni ovvero all’indicazione dei motivi che la spingono a respingerla.
Solo dopo l'avvenuta comunicazione di offerta l’avente diritto (il creditore) ha la facoltà di riscontrare la proposta ricevuta dall’impresa (il debitore) entro lo spatium contradicendi e di poter effettuare ulteriori attività a tutela del proprio credito (p.es. la richiesta di atti ex art. 146 CdA laddove l’offerta ne fosse priva diversamente da quanto disposto da IVASS nella Lettera al Mercato del 15/12/16).
Il legislatore ha previsto che lo spatium contradicendi sia di 15 giorni (art. 149 c. 5) o 30 gg (art. 148 c. 8), a seconda se la gestione è in Risarcimento Diretto od invece in Risarcimento Ordinario. Entro tale spazio l’avente diritto ha la facoltà di accettare (148 c. 6 o 149 c. 4) o rifiutare (148 c. 7 o 149 c. 5) la (semmai nuova) offerta, indicando eventualmente anche le modalità di pagamento all’impresa che deve provvedere entro 15gg da detta comunicazione.
In assenza di riscontro, ovvero al termine dello spatium contradicendi, l'impresa liquiderà l’offerta (eventualmente rielaborata) tranne in caso di avvenuta cessione del credito poiché - in tal caso specifico - la liquidazione del danno avverrà "[...] previa esibizione di fattura [...]" ex art. 149bis c.1 CdA.
Pertanto durante lo spatium contradicendi si potrà intavolare la trattativa affinché l'avente diritto possa difendere le proprie tesi in quanto quest’ultimo, avuto contezza delle motivazioni dell’offerta e nel caso la ritenga non congrua e motivata, potrà controdedurre dimostrando a sua volta le proprie ragioni inducendo l'impresa - in presenza di controargomentazioni convincenti - a rivalutare il tutto sia in termini di an che di quantum portandola, quindi, a riproporre una nuova offerta, diversamente motivata e probabilmente più congrua.
f.to
UPIS Academia

(ultimo aggiornamento 09/09/2022)

Commenti

  1. Riccardo Nicotra, [20/06/2022 10:40] [In risposta a UPIS vetrina.]
    Il diritto contro le norme CARD, spacciate per leggi dalle compagnie che indottrinano o per dritto o per storto, ....forse... i liquidatori. Vomitevoli le frasi tipo: "la direzione di dice di fare così"; "...ma le norme CARD dicono assolutamente questo"; "Il ns. perito mi dice...mi scrive così e io non mi posso discostare"; "IVA? senza fattura non le spetta". L'ANIArchia regna sovrana, e il DIRITTO è solo che solo di quelli della cupola, che sono autorizzati dal polpoANIA, a utilizzare i suoi tentacoli vampizzarci. E noi... ci facciamo rispettare? Cosa facciamo contro questo sottogoverno? Solo la perfetta conoscenza del DIRITTO e delle LEGGI, ci può salvare. Ma chi l'ha detto che le frodi assicurative sono solo a firma degli utenti della strada? Nessuno mai, che io sappia, ha denunciato per frode (tantissimi sono gli appigli) qualche compagnia assicurativa. Se qualcuno l'ha posto già in essere, può mettere qualche notizia? Qualche avvocato, anche penalista, potrebbe qui disquisire?

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  2. “Lode dell’imparare”, la poesia di Bertolt Brecht sul potere della cultura: «Impara quel che è più semplice!
    Per quelli il cui tempo è venuto non è mai troppo tardi!
    Impara l’abc; non basta, ma imparalo! E non ti venga a noia!
    Comincia! devi sapere tutto, tu! Tu devi prendere il potere.
    Impara, uomo all’ospizio! Impara, uomo in prigione!
    Impara, donna in cucina! Impara, sessantenne! Tu devi prendere il potere.
    Frequenta la scuola, senzatetto! Acquista il sapere, tu che hai freddo!
    Affamato, afferra il libro: è un’arma. Tu devi prendere il potere.
    Non avere paura di chiedere, compagno! Non lasciarti influenzare, verifica tu stesso!
    Quel che non sai tu stesso, non lo saprai. Controlla il conto, sei tu che lo devi pagare.
    Punta il dito su ogni voce, chiedi: e questo, perché? Tu devi prendere il potere.»
    👏Lode dell’imparare di Bertolt Brecht: analisi e commento. Nel 1933, quando Bertolt Brecht compose Lode dell’imparare, in Germania era da poco salito al potere Adolf Hitler, nominato cancelliere il 29 gennaio di quello stesso anno. In breve tempo Hitler avrebbe acquisito pieni poteri, limitando la libertà di stampa. Infine, il 10 maggio di quell’anno, i nazisti bruciarono i libri scritti da autori non graditi al regime. Gli studenti ebbero l’ordine di bruciare tutti i libri, portandoli di persona fuori dalle biblioteche. I testi di molti autori stranieri e di tutti gli autori ebrei furono bruciati in enormi falò accesi in ogni parte della città di Berlino. In quella data ebbe luogo il più vasto e pianificato incendio di libri della storia contemporanea, si calcola che quel giorno furono dati alle fiamme oltre 20.000 titoli. Nella poesia Brecht celebra il valore dell’istruzione, la forza dell’apprendimento e del sapere. La cultura, secondo il poeta, era l’unico strumento in grado di suscitare una presa di coscienza e sviluppare un pensiero critico da parte del popolo. Per questo motivo Brecht invita tutti, indiscriminatamente, ad apprendere e a imparare per uscire dalle paludi dell’ignoranza che avrebbero tolto loro il diritto di ribellarsi alla follia scellerata di Hitler. Come mostra il lungo elenco iniziale, l’autore chiama chiunque all’arte dell’apprendere. Il suo appello non è rivolto solo ai giovani studenti, ma anche al carcerato, alla casalinga, al sessantenne, al senzatetto. L’invito di Brecht è universale, perché riconosce che solo attraverso la cultura queste persone potranno essere finalmente libere. Il poeta pone un unico imperativo categorico: Affamato, afferra il libro: è un’arma.

    Riccardo Nicotra, [20/06/2022 10:40]
    [In risposta a UPIS vetrina.]
    Brecht vede nei libri, nella cultura, uno strumento di lotta e chiama tutti a servirsene per cambiare la propria condizione di sottomissione. Alla fine di ogni verso l’autore ripete: “Tu devi prendere il potere”, chiamando quindi il popolo ad attuare una rivoluzione non violenta, compiuta attraverso la lettura e il sapere.
    Hitler bruciava i libri perché vedeva in essi dei nemici, una minaccia, e Brecht invita la gente a servirsi del potere delle pagine scritte per ribellarsi alla tirannia nazista.
    Il poeta e drammaturgo tedesco sapeva bene che: "Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano", e quindi predicava una ribellione mentale, prima che fisica, perché le idee devono prima germogliare nella mente per poi divenire parole, e quindi trasformarsi in azioni concrete.
    Bertolt Brecht vedeva nel pensiero un’arma potentissima, la maggiore risorsa a disposizione di un essere umano. Attraverso le sue poesie propugnava dunque una rivoluzione di pensiero, regalandoci la commovente resistenza di un intellettuale di fronte alle barbarie più atroci della storia.
    Brecht componeva un’ode alla cultura e al sapere, proprio mentre le pagine dei libri si trasformavano in fumo nel cielo di Berlino.

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